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D. 05/12/2003 n. 113

2. Clausole finali.

2.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti componenti il progetto preliminare dell'intervento «nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione» approvato con la presente delibera.

2.2. In sede di esame del progetto definitivo, che dovrà essere esaminato da questo Comitato ex art. 4 del Decreto legislativo n. 190/2002, il predetto Ministero provvederà alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni di cui all'allegato che, ai sensi del precedente punto 1.1, debbono essere recepite prima di detta fase progettuale o in tale sede, nonchè al rispetto delle altre indicazioni. In particolare il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti assicurerà che la Commissione speciale VIA, di cui all'art. 20 del medesimo Decreto legislativo n. 190/2002, abbia proceduto alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni del provvedimento di compatibilità ambientale ai sensi del comma 4 della stessa norma. Detto Ministero provvederà altresì a verificare che, nelle fasi successive all'approvazione del progetto definitivo, vengano attuate le altre prescrizioni di cui al citato punto 1.1. Roma, 5 dicembre 2003 Il presidente delegato: Tremonti Il segretario del CIPE: Baldassarri Registrato alla Corte dei conti il 13 aprile 2004 Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 2 Economia e finanze, foglio n. 43 Allegato Parte 1ª Prescrizioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

1. Cantieri.

1.1. In sede di progetto definitivo dovrà essere dettagliata la cantierizzazione: specificando la quantità e qualità delle immissioni in atmosfera e degli scarichi e le misure per evitare superamenti, imputabili alle attività di cantiere, dei valori previsti dalla normativa vigente; valutando il rumore dei cantieri operativi ed individuando, oltre ai livelli di emissione, anche i livelli di immissione che il cantiere stesso produce nei ricettori sensibili siti nell'intorno dello stesso, valutando la presenza delle componenti tonali, a bassa frequenza ed impulsive (Allegato A del Decreto ministeriale 16 marzo 1998) qualora i cantieri si configurassero come sorgenti fase e verificando, almeno nei ricettori sensibili più vicini al cantiere, il rispetto dei limiti differenziali; individuando i consumi idrici delle fase di cantiere predisponendo un piano di approvvigionamento idrico che indichi le relative fonti e che sia compatibile con le risorse disponibili; descrivendo compiutamente la movimentazione degli inerti afferenti al cantiere, provenienza del materiale, realizzazione dei rilevati, invio al sito di discarica e/o al cantiere di valorizzazione; specificando la quantità e qualità degli scarichi idrici di tutte le acque di lavorazione, delle acque di lavaggio piazzali, delle acque di prima pioggia per ciascuna delle aree di cantiere; prevedendo un sistema di collettamento finalizzato ad allontanare le acque inquinate da oli, carburanti e altri inquinanti dai cantieri di scavo delle gallerie ed il loro convogliamento in appositi siti di trattamento, con le necessarie volumetrie di accumulo, per il loro corretto trattamento, al fine di non inquinare le eventuali venute d'acque di falda, prima della restituzione; specificando le aree destinate allo stoccaggio temporaneo del terreno vegetale e le procedure atte a mantenerne e tempo vegetabilità.

1.2. In fase esecutiva le lavorazioni dovranno essere svolte tutelando le aree agricole circostanti ai cantieri dal deposito delle polveri sulle colture pregiate e di polveri e rumore sulle aree oggetto di utilizzazione di pascolo stanziale.

1.3. In sede di progetto definitivo, si dovrà assicurare che la costruzione della linea AC nei pressi del Sito di Maometto venga eseguita con le seguenti cautele: garantire la continua accessibilità al sito durante le fasi di esecuzione dei lavori; eseguire i lavori recintando preventivamente il cantiere con opportune pannellature ad alto decoro estetico, che consentano il mantenimento della fruibilità del sito.

1.4. In sede di progetto definitivo si dovranno valutare le interferenze, nel Comune di Susa, del Cantiere Industriale con una porzione dell'ambito perimetrato dell'area Nucleo Rurale di antica formazione - NR5 - libero da edificazione in termini di acquisizione e/o compensazione del relativo pregiudizio (con indennizzo o rilocalizzazione delle attività produttive e degli usi residenziali).

1.5. In sede di progetto definitivo dovrà essere studiata la possibilità di un potenziamento degli altri siti di cantiere già previsti in alternativa al mantenimento di tale campo base ovvero la sua eliminazione attraverso diverse modalità esecutive di apertura del pozzo di areazione della Val Clarea.

1.6. In sede di progetto definitivo dovrà essere valutata la necessità di mantenere il cantiere e la finestra di Foresto o l'ipotesi di collocazioni alternative in altri siti di cantiere già previsti.

1.7. In sede di progetto definitivo dovrà essere approfondita la possibilità di una localizzazione alternativa dei cantieri la cui rilocalizzazione risulta particolarmente critica.

1.8. In sede di progetto definitivo dovrà provvedersi, prima dell'apertura di ciascun cantiere, alla realizzazione e all'adeguamento delle relative infrastrutture viarie di servizio.

1.9. In fase di progettazione definitiva, dovrà essere verificata la possibilità di ottimizzare la localizzazione dei cantieri al fine di minimizzare gli impatti territoriali ed ambientali.

1.10. In sede di progetto definitivo dovrà essere garantito, con particolare riferimento alle aree di cantiere, il più idoneo, efficace e tempestivo reinserimento ambientale.

1.11. In sede di progetto definitivo, al fine di limitare il consumo o il degrado improprio di suoli e di formazioni vegetali per tutte le aree di cantiere e le piste transito, limitatamente alle aree di manovra, dovrà essere ulteriormente sviluppata la delimitazione delle aree suddette con barriere, recinzioni, segnali di delimitazione o dissuasori a seconda del contesto paesaggistico o naturale così da evitare che i mezzi d'opera e di trasporto transitino fuori dagli spazi autorizzati in progetto.

1.12. In sede di progetto definitivo dovrà essere previsto per i cantieri e gli alloggiamenti per le maestranze il riuso ed il recupero dei fabbricati esistenti. Le costruzioni ex novo dovranno essere sottoposte a verifica ed autorizzazione della Soprintendenza, SBAP del Piemonte.

2. Rumore ed inquinamento atmosferico.

2.1. In sede di progetto definitivo dovrà essere specificata la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere di mitigazione del rumore per garantire il rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa vigente in ogni ricettore e prevedere: effettuazione delle misurazioni, post-operam, secondo la metodologia del Decreto ministeriale 16 marzo 1998 Allegato C; con report redatti secondo l'Allegato D dello stesso; studiare tipologie di barriere acustiche integrate il più possibile con barriere a «verde», fornendo per ciascun.. tipo i valori dell'attenuazione (perdita di inserzione nei ricettori), rappresentando i risultati su allegati grafici planimetrici di sintesi; approfondire, per la componente vibrazione, l'elaborazione degli interventi di mitigazione in modo da rientrare nei limiti della normativa UNI 9614.

2.2. In sede di progetto definitivo il tracciato dovrà essere schermato attraverso l'inerbimento e la piantumazione delle fasce di rispetto della linea nei tratti in rilevato e il posizionamento di barriere anti-rumore su entrambi i lati dei binari per tutta la tratta all'aperto ai fini di un corretto inserimento ecologico dell'opera e di arrecare il minimo disturbo possibile alle comunità faunistiche presenti sul territorio;

2.3. In fase di progetto definitivo dovranno essere previste barriere fonoassorbenti trasparenti con applicazione, sulle stesse, di sagome di rapaci in volo al fine di evitare la collisione di passeriformi e ridurre la mortalità.

2.4. Per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico, in sede di progetto definitivo, dovrà essere ulteriormente sviluppato per tutte le fasi un sistema di contenimento delle emissioni diffuse, preferibilmente con dispositivi chiusi, e gli effluenti provenienti da tali dispositivi dovranno essere captati e convogliati ad un sistema di abbattimento delle polveri con filtri a tessuto con riferimento in particolare ai silos per lo stoccaggio dei materiali e all'aria di spostamento utilizzata per il trasporto pneumatico dei materiali.

2.5. In sede di progetto definitivo, poi, dovranno essere ulteriormente sviluppati in dettaglio i sistemi per l'abbattimento delle polveri con filtri a tessuto dimensionati e mantenuti in modo tale da garantire tutte le condizioni di funzionamento, un valore di emissione di polveri totali inferiore a 10 mg/m3 a 0° C e 0, 101 mpa.

2.6. In sede di progetto definitivo, per i cantieri, per l'attività di estrazione di marino, di lavorazione e di trasporto dello stesso oltre che per la fase di esercizio della linea per le tratte ove sono presenti ricettori sensibili, dovrà essere ulteriormente sviluppato uno studio descrittivo dell'ambiente, dell'individuazione delle vie di propagazione del rumore, delle misure del livello massimo di rumore esterno, dell'individuazione attraverso modelli matematici di dettaglio dei piani di intervento, di contenimento e di abbattimento del rumore realizzati da soggetti specializzati dotati di qualificazione 0S34 (sistemi antirumore per infrastrutture di mobilita) nell'ambito della certificazione ISO 9001, e redatti da tecnici professionisti riconosciuti ai sensi dell'art. 2 della Legge n. 447/1995.

2.7. In sede di progetto definitivo, dovranno essere ulteriormente sviluppati interventi relativi alla limitazione dell'uso di mine durante i giorni in cui siano presenti situazioni meteoclimatiche avverse (forte vento), alla predisposizione di schermature acustiche a ridosso dell'ingresso della galleria; alll'insonorizzazione in conformità alle normative vigenti di tutte le macchine, attrezzature ed impianti impiegate, con particolare riferimento al silenziamento degli impianti di ventilazione, all'impiego di pale caricatrici gommate per il caricamento e la movimentazione del materiale di scavo e del marino.

2.8. In relazione alle barriere antirumore, in sede di progetto definitivo, si dovrà effettuare uno studio più approfondito e dettagliato connesso alle caratteristiche paesaggistiche del territorio.

2.9. In sede di progetto definitivo, dovranno essere ulteriormente sviluppati in dettaglio i sistemi di contenimento delle polveri in prossimità di abitati o aree sensibili, lungo le strade utilizzate dai mezzi.

3. Acque e corsi d'acqua.

3.1. In sede di progetto definitivo dovranno essere previste specifiche misure, per evitare che la realizzazione e l'esercizio della linea influisca sulla quantità e sulla qualità del livello delle acque, sul regime idraulico e sull'ecosistema propri del reticolo idrografico interessato.

3.2. In sede di progetto definitivo dovranno essere individuati e caratterizzati i singoli acquiferi interferenti con l'opera di progetti attraverso indagini geologiche e geognostiche, anche di tipo geofisico, e adottare, ove possibile, tutti gli accorgimenti idonei ad evitare che in fase di scavo e nelle fasi successive, si possano verificare abbassamenti della falda con conseguenti impatti sull'ambiente esterno, verificando che: resti assicurato l'approvvigionamento idrico alle aree interessate dai lavori indicando e dettagliando, qualora venisse dimostrata l'impossibilità al ricorso di tali accorgimenti, misure di compensazione ambientale che verranno adottate predisponendo, se necessario, un piano di approvvigionamento idrico alternativo al fine di intervenire tempestivamente qualora i lavori comportassero un depauperamento delle risorse idriche ad uso civile. Il ricorso ad adeguate compensazioni ambientali relative alle risorse idriche deve comunque rivestire carattere di eccezionalità in considerazione di quanto previsto dall'art. 1, Legge n. 36/1994; la depressione e/o la modifica dei livelli di falda possa innescare fenomeni franosi ne zone definite a rischio, con particolare attenzione al campo base e a quello funzionale di Bussoleno (porzione distale della conoide del Rio Prebech - grado di pericolosità H4) ed alla zona di attraversamento del Rio Pissaglio (pericolosità H3) e della conoide su cui insiste il T. Rocciamelone.

 

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